Coronavirus COVID-19 e pazienti oncologici: cosa fare?

Cosa fare per evitare il contagio da Coronavirus COVID-19?

È importante evitare il contagio perché i pazienti oncologici sono più esposti alle complicanze nel caso si infettino.
Quindi, i pazienti devono seguire le raccomandazioni diffuse anche dal Ministero della Salute: 

  • evitare le strette di mano, e gli abbracci 
  • evitare contatti ravvicinati mantenendo la distanza di almeno un metro,  
  • evitare i luoghi affollati,  
  • pulire le superfici di casa,  
  • lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o usare un gel a base alcolica, 
  • coprire bocca e naso con fazzoletti monouso quando si starnutisce o si tossisce: altrimenti usare la piega del gomito. 

Appare inoltre ragionevole l’utilizzo in via precauzionale della mascherina chirurgica per i pazienti e per gli accompagnatori quando si recano nelle oncologie. 


Vanno interrotte le terapie antitumorali in questo periodo?

Non è necessario interrompere le cureOgni paziente può confrontarsi comunque col proprio oncologo di riferimento per valutare un eventuale posticipo del trattamento antitumorale in base alla sue condizioni fisiche e di malattia. 


E per i pazienti liberi da malattia che hanno terminato il trattamento antitumorale?

Per i pazienti liberi da malattia, che hanno già terminato il trattamento attivo e che devono andare in ospedale solo per visite di controllo (o di follow-up), l’oncologo valuterà caso per caso (e anche confrontandosi per telefono o per via telematica) se posticipare la visita per evitare di frequentare l’ambiente ospedaliero in assenza di una necessità clinica conclamata. 


Gli accompagnatori, i familiari e i caregivers dei pazienti oncologici: come devono comportarsi nelle oncologie?

Al fine di evitare sovraffollamento, non è consentito agli accompagnatori/familiari/caregivers dei pazienti oncologici sostare nelle sale d’attesa, accedere alle stanze in cui viene somministrata terapia antitumorale e negli ambulatori.  


E per i pazienti ricoverati?

È consigliabile evitare le visite ai pazienti ricoverati in degenza ordinaria e prevedere la presenza di un unico familiare/accompagnatore, dopo autorizzazione specifica, solo per un tempo limitato. 

 

(Fonte AIOM.it)

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